Il Santuario della Beata Vergine a Campoè
Santuario di Maria V. di Campoè. La divota chiesa con pronao, circondata da alti e annosi tigli, sorge ad un chilometro dal paese, nel fondo d’una solitaria valle.
Da una memoria dell’Archivio Parrocchiale si rileva che nell’anno 1626, Maria SS. comparve in persona ad una giovinetta d’anni 16, inferma sin dalla culla che ardendo di vivo desiderio d’essere risanata, non cessava di raccomandarsi a Colei che è appellata la Salute degli infermi. Né la sua fede nella pietosa Madre andò fallita.
La tradizione che la chiesa attuale si stata edificata per desiderio di Maria, è contraddetta dal fatto che sin dal 1570 vi esisteva l’oratorio intitolato a Maria vergine in Campo, visitato il 24 Ottobre 1570 da S. Carlo; il quale diede varie ordinazioni per l’altare, per le porte, per due altre cappelle unite al corpo dell’oratorio. Finita la Visita, concesse 100 giorni di indulgenza per 3 anni per la festività della Madonna.
Il popolo però riconoscente a Maria che si era degnata comparire fra le sue Valli, tosto diè mano ad ampliare ed abbellire la chiesa colle offerte dei conterrieri e dei divoti che da vicini e da lontani paesi concorrevano a venerare Maria Santissima (1).
Fra le pitture che la adornano, abbastanza decoroso e divoto è l’affresco all’altare che rappresenta Maria col Bambino lattante (2).
Per le grazie e i favori largiti da Maria, quel tempio divenne tosto meta di religiose processioni delle parrocchie vallassinesi e delle comensi, poste al di là dei monti.
Il popolo di Asso per voto fatto in occasione del colera-morbus del 1636 che vi fece 24 vittime, ogni anno la prima domenica di Maggio vi tiene una divota processione.
Del divoto santuario si resero benemeriti il parroco Ercole Bianconi che nel 1666 legava la sua sostanza e il parroco Ulderico Carpano che nel 1728 procurava una preziosa Reliquia del velo di Maria intrisa del sangue di Gesù.
Solennissima fu la festa celebrata in occasione del trasporto al santuario della sacra Reliquia, che era la Domenica del Nome di Maria.
La prima domenica di Luglio si celebra solennemente l’anniversario dell’apparizione di Maria, con gran concorso di divoti.
Nel 1897 la divota chiesa venne restaurata, e decorata, mediante le oblazioni dei divoti di Maria.
(1) Le frequenti apparizioni di Maria Vergine in quei tempi minacciati da eresie e da pubbliche calamità, nell’ordine della divina Provvidenza erano ritenute necessarie per risvegliare nei popoli la fede e la confidenza in Dio. Quindi troviamo Maria comparsa a Nobiallo nel 1658, a Lezzeno sopra Bellano nel 1688, alla Madonna del Bosco, presso Brivio, nel 1615, e in diversi altri luoghi.
(2) Vi fu un’epoca, nella quale la chiesa permise di rappresentare Maria V. col Bambino ignudo in atto di succhiare il latte verginale dal seno materno, per questi due motivi: 1° per confondere gli eretici ed attestare pubblicamente la dottrina cattolica che Cristo non è soltanto Dio, ma anche vero e perfetto uomo. 2° per eccitare le madri cristiane ad allattare i propri figli sull’esempio di Maria, anche a costo di opporsi ai pregiudizi invasi nei diversi tempi contro questo costume giusto, igienico e naturale. (Rotta, op. cit.)