Il Santuario - Vicini

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                            Il Santuario
La Madonna Santissima mostra colle sue apparizioni, coi suoi miracoli di aver predilezione per alcuni luoghi. Si ricorda però sempre d'essere madre dì tutti i fedeli e dove manifesta le sue preferenze per gli uni, colloca sempre un trono di grazie, che senza distinzione, dispensa a tutti. E' per questo che i Santuari di Maria SS. diventano la mèta dì numerosi pellegrinaggi. Il concorso dei bisognosi da gloria alia Celeste regina; è col divoto esempio di eccitamento a progredire nell'onore di Lei a coloro che il ciclo elesse custodi e quasi padroni del Santuario; è un aiuto anche materiale perché le offerte, che la riconoscenza impone, sono destinate al maggior decoro delle sacre immagini, del luogo sacro, degli atti di culto. Alla chiesetta ampliata accorsero così benefiche le turbe dalla Vallassina, dal Pian d'Erba, dai monti del lago di Como e da paesi lontani. E quante grazie illustrarono la chiesetta che sorge nel piano appiè del monte. Sulle labbra di tutti correva il nome della chiesa della Beata Vergine del Campo.  La parola Campo si cambiò presto in Campoè e l'edifizio ebbe nome più degno, titolo più onorifico: il Santuario. Di questo resta ad esporre una breve ma gloriosa cronaca. Nel nuovo Santuario tutto era semplice, tutto modesto: lo slancio della fede ardente e dell'amore alla Madonna suppliva mirabilmente alla mancanza di altri ornamenti. Il parroco di Caglio Don Ernesto Bianconi, a rimediare al difetto di decoro esteriore
e ad eccitamento della divozione, il 1646 lo faceva decorare. Di più con testamento del 15 Febbraio 1666 istituiva l'Oratorio del colle di Pome erede di tutto il suo avere, fondando una cappellata con Messa Festiva. Così l'attrattiva dei lavori artistici e la possibilità di soddisfare colà al precetto della S. Messa dovevano accrescere
il numero dei devoti visitatori. Gli anni fuggono veloci, ma non cancellano la memoria del caro santuario. Lo spettacolo della pietà dei buoni è perenne; la loro generosità da mezzi per qualche abbellimento, ma non di grande importanza. E' nel 1728 che un fatto singolare segna un notevole risveglio di amore alla Vergine. D. Ulderico Carpano aveva vivo il desiderio di dotare il Santuario di una reliquia insigne di Maria SS. e tanto fece, che quell'anno ricevette da Roma, per mezzo di un religioso suo cugino, il Rev. P. Martellino Custodi, una piccola parte del Velo della B. Vergine Maria, intinto nei sangue sacratissimo di Gesù. La preziosa reliquia era munita di tutte le opportune autenticazioni. La festa bella ancor più cara al cuore di quei di Caglio, insolita per il concorso di forestieri, per l'apparato, si svolse l'11 Settembre 1729, domenica dedicata al Nome SS, di Maria. La reliquia fu processionalmente portata dalla Parrocchia al Santuario di Campoè, al quale era destinata. Festa più solenne mai non si era vista: Così dicono le memorie.
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