L'alpigiano và in pensione
(in occasione del pensionamento di Luciano)
Dagli alpeggi scese a valle
nel sessantuno ormai lontano
abbandonando le sue stalle
per andarsene a Milano.
Non più vacche paglia e fieno
non più stalle da spazzar
al lor posto c'è un bel treno
e tanta voglia di ben far.
Agli inizi è un pò duretta
far manovra con Ciuffetto
guadagnarsi la michetta
ci vuol sempre un bel mesetto.
A Rampichin non la puoi fare
lui controlla se declassi
e se il bullone vuoi tirare
occhio a come muovi i passi.
C'è Babeo, Scalise, Ciuffetto,
Pironi, Meroni e Tugnon
c'è da fare un bel gruppetto
col compagno Grigulon.
Con Boriotti c'è da vedere
sulla cinta un pò più in là
di una donna un bel sedere
ma se ne và come un baccalà.
Dopo anni di Milano
vuol cambiare residenza
cerca chi gli dà una mano
ma ci vuole anche pazienza.
Giunge ad Erba poi ad Asso
trova nuove compagnie
quì da casa è ad un passo
ma ci son le pulizie.
Lui è in coppia con il Cassi
ha lo scambio da girare
prima và e conta i passi
perchè di più non ne vuol fare.
Per ogni treno da Milano
c'è un bussolo che aspetta;
Lucio tien la tazza in mano
Cass la beve senza fretta.
La manovra questa sera
dice il Bello non si fà
e Lucian con faccia nera
dice :"La velina arriverà."
Dopo anni di servizio
la pensione è arrivata
prego amici accomodarsi
paga Lucio la mangiata.